Quadrucci e piselli

Mi dicono sia normale, ma io ricordo ben poco  delle tante nozioni imparate a scuola, anche perché non le utilizzo quotidianamente, anche perché - dicono- nel nostro cervello facciamo continuamente spazio ad altre nozioni. Allora, mi chiedo: come mai per molti di noi i ricordi legati al cibo rimangono vivi a lungo?

Ricordo nitidamente certi gesti di mia nonna, della nostra tata… che erano le persone assiduamente presenti nella cucina della mia prima infanzia. Risento ancora nitido il rumore della pasta che Ilde stendeva rigorosamente a mano, ecco che l'impasto arrotolato nel mattarello nel momento in cui veniva srotolato e battuto vigorosamente sulla spianatoia emetteva un suono sordo, come d'uno scrocchio, Si ripeteva, non una né due né tre volte,  Nonna aveva il viso soddisfatto al sol sentir di quegli scrocchi. La pasta, fresca, fatta con quelle grinzose ed esperte mani,  anche quel giorno era assicurata...

 Era così importante produrre quel rumore?

Sì. A quanto pare direi proprio di sì se in una nota canzone folcloristica abruzzese il padre racconta che quando la figlia faceva le sagne gli scrocchi si sentivano fino alla montagna… (“Quande la fija mè faceve le sagne le scrucche se senteve a la muntagna…).  La pasta fresca, fatta a mano, per una casa abruzzese è un must, e se nei giorni di festa era la chitarra a farla da padrone negli altri giorni c’erano altri formati, il più delle volte s’impastava senza uova oppure "mezz’acqua e mezz’uovo". I ritagli della pasta all’uovo non erano mai sprecati e se ne faceva (e si fa ancora) della pasta di taglio piccolo da mettere nelle minestre.

Quella gestualità la ricordo bene, ricordo quei pezzi di pasta irregolare che venivano messi da parte per poi essere ritagliati in sorta di maltagliati o quadrucci. Come mi piacevano quei quadrucci, in brodo, nelle minestre, e soprattutto uniti ai piselli.

I gesti impressi nella memoria rivivono sempre, così anche io quando faccio la pasta in casa se ne avanzo qualcosa ritaglio e metto da parte. E così, con qualche quadruccio che avevo in freezer, i piselli, appena sbucciati, sbollentati, una parte frullati (mia nonna non l'avrebbe fatto ma a noi oggi piace quella cremosità) e l’altra fatta intera, ho preparato un piatto squisito che potrete fare anche con pasta secca o con delle tagliatelle secche spezzettate. 

E se non volete fare in casa la pasta, potrete comprare le sfoglie (quelle ruvide) e ritagliarle in piccoli quadrati.

Happy cooking!

Ingredienti

per 4-6 persone

300 g di pasta all’uovo fresca (quadrucci)

1 kg di piselli freschi (circa 400 g di surgelati)

1 cipollotto fresco

1 spicchio d’aglio

(50 g di pancetta a cubetti)

qualche foglia di mentuccia

Olio extra vergine d’oliva

Sale

Pepe

Formaggio Pecorino

Procedimento

Mondare i piselli freschi. Mettere i baccelli (le bucce) dei piselli in una pentola con abbondante acqua salata e fare cuocere per 15 minuti, eliminare i baccelli, Sbollentarvi i piselli per 4 minuti. Scolarli tenendo il brodo di cottura

In un pentolino fare appassire a fuoco basso il cipollotto tritato finemente insiemea 4 cucchiai di olio, unire la pancetta tritata, fare insaporire ed aggiungere i piselli scolati.

Mescolare, aggiungere un mestolo di brodo.

Fare cuocere per 5-6 minuti. Frullare e passare al setaccio una metà dei piselli.

Intanto nello stesso brodo cuocervi la pasta, scolarla al dente.

Unirli alla crema di piselli ed ai piselli, profumare con qualche foglia di mentuccia, aggiungere del liquido di cottura fino alla consistenza desiderata.

Completare con un filo d’olio crudo.

Se si desidera, servire con del pecorino non troppo stagionato, a scaglie o grattugiato.