La fracchiata

“La fracchiata??? Che cos’è?????”. Ogni volta che pronuncio questa parola, sono tutti incuriositi e quasi nessuno (abruzzesi compresi) conosce l’esistenza di questo piatto di antica memoria…

E’ ancora una volta il latino che ci aiuta a comprenderne il significato: frangere, che significa pestare, tritare, macinare, in questo caso si macinano e si riducono in polvere dei legumi, cicerchie, ceci, a volte fagioli o piselli, ed è una preparazione tipica della nella Val Fino (Teramo) e in alcuni paesi montani della provincia di Pescara.

Io ne avevo un ricordo lontano, piaceva molto ad un mio zio, che ogni tanto si cimentava ai fornelli per preparare le sue favolose frittate o le patate alla frizzola, e di lui ricordo anche questo straordinario piatto.

Mi era tornato in mente in una di quelle fredde e grige giornate invernali milanesi, quando, sola in casa, aspettando l'arrivo dei figli da scuola, senti forte la voglia di casa-focolare acceso-profumo di ragù- e di nonni-zii-fratelli-sorelle-mamma-papà... insomma di casa piena... come lo era quella mia di quando ero piccola...

Mi era presa la voglia di rifare questo piatto, ma non sapevo dove acquistare la farina (con un un robot molto potente la può  fare in casa macinando i legumi).

Facendo una ricerca su Internet ho trovato il modo per reperire non solo la farina per la fracchiata ma tanti altri prodotti squisiti (anche la farina di saragolla o quella di solina, straordinarie!!!), e mi sento di consigliarvi vivamente di fare in giro in Raggio Corto, un mercato on line di prodotti selezionati. Potete anche chiamare (333 4801191), Valentina è gentilissima e pronta ad esaudire i vostri desideri.

Con la fracchiata si prepara una polenta dai sapori antichi, la si condisce con aglio-olio-alici (o sarde)- e il nostro immancabile peperone dolce. Diventava così il piatto di conforto nelle fredde giornate invernali, inoltre essendo 'magro' veniva spesso portata a tavola nel periodo di Quaresima.

Come la polenta fatta con farina di mais, se avanza, il giorno dopo può essere tagliata a fette e tostata, e se incontra il favore dei più piccoli… come dire… è fatta!

Chi non gradisce una pasta e fagioli (o ceci-lenticchie ecc) potrà beneficiare lo stesso delle proteine vegetali di piatto (casomai condito diversamente, con del formaggio) e cuocendola in maggiore quantitativo di acqua si avrà una crema di legumi buona anche come pappa per i più piccoli (dai 9 mesi in poi).

Happy cooking!

Ingredienti

Per 6-8 persone

500 g di fracchiata (oppure in uguale porzioni farina di ceci

e 250 g di farina di cicerchia)

Per il condimento:

4 spicchi di aglio

6 peperoni dolci secchi

80 g di alici sotto sale, dissalate e diliscate

Peperone dolce secco tritato

Peperoncino piccante

Olio extra vergine d’oliva 

Sale

Procedimento

Mettere sul fuoco il paiolo con 2 Litri di acqua.

Quando arriva quasi al bollire, salare ed aggiungere a pioggia la farina. Fare cuocere la polenta, rigirando in continuazione con un cucchiaio di legno per 40 minuti circa.

Mentre cuoce la polenta, preparare il condimento.

Eliminare i semi da peperoni secchi, friggerli brevemente (pochi secondi) in una padella con abbondante olio caldo in modo da renderli croccanti. Friggervi anche le alici infarinate (tenerne una non infarinata da parte) la cottura deve essere molto veloce altrimenti si disfano.

Un un’altra padella scaldare 5-6 cucchiai di olio, con l’aglio, e un cucchiaio di peperone dolce secco tritato, unire anche l'alice lasciata da parte e del peperoncino piccante.

Togliere dal fuoco la polenta, unirvi ¾ del condimento preparato, mescolare e versare in un piatto da portata inumidito.

Completare con le sarde ed i peperoni fritti, unire anche il condimento restante.