Minestra di cereali e carciofi

E anche Pasqua è passata.

Sono stata in Abruzzo, regione graziata dalle plumbee nubi dense di piogge che erano sparse in molte parti d’Italia.

Io stessa mi sono sentita graziata perchè ho potuto godermi piacevoli passeggiate in riva al mare, con qualche raggio di sole di cui porto segni sul mio viso (avendo una pelle chiara e delicata, che vira subito verso il  rosso...).

Graziata anche per aver potuto vivere i rituali della settimana santa, che mi coinvolgono sempre molto emotivamente, e per aver potuto celebrare questa festa in famiglia (erano tre anni che mancavo per le vacanze pasquali). Forse i miei fratelli e sorelle se ne rendono conto, ma siamo davvero fortunati nell’avere ancora una zia quasi ottantenne che vive per vederci riuniti a tavola per le due maggiori feste dell’anno e per prepararci solo ed esclusivamente i piatti della tradizione. Puntualmente ogni anno la invitiamo a fare meno, a non stancarsi e lei quasi di nascosto prepara di tutto di più, proprio come quando, un tempo, erano le sole occasioni di abbondanza...

Il ricco antipasto con le immancabili uova benedette, i fiadoni salati, i fegatini agrodolce, le frattaglie piccanti… La chitarra, ovviamente, sempre presente nei menu delle feste, e il capretto sotto il coppo.

E ancora… il fritto misto, a cui mio nonno teneva moltissimo, con le costine d’agnello fritte e le animelle… (per me è il ricordo dei giorni di festa dell’adolescenza passata in cucina ad aiutare la zia che friggeva mentre le mie amiche, con l’abito nuovo della festa potevano fare lo struscio del dopo messa. Io avrei voluto essere con loro, ma poter partecipare alla preparazione del pranzo del Natale o della Pasqua mi rendeva felice, per cui non era poi così pesante rinunciare alle chiacchierate con le amiche…)

Come finale, niente colomba, ma il fiadone dolce, quello gessano, quello che solo in quell’area circoscritta della provincia di Chieti si prepara così, col macciocco (il tipico formaggio di cui è fatto questo dolce-flan), arrivato da Montenero, e la pizza di mandorle farcita con la crema…

Stravizi ne abbiamo fatti tanti, se uniamo anche la Pasquetta trascorsa dagli amici… pur sempre intorno ad un tavolo imbandito a festa.

Adesso, a regime!

Ecco dunque una buona minestra a base di cereali misti, a cui ho voluto unire il carciofo, un vegetale che dona molti benefici al nostro organismo, contribuendo anche alla depurazione.

E’ una minestra leggera, chi la vuole rendere più ricca potrà unire alla base un pezzetto di pancetta o servirla con delle fette sottili di pancetta o lardo passati in padella antiaderente per renderli croccanti.

Happy Cooking!

Ingredienti

300 g di cereali e legumi misti (miglio, farro, orzo,

2 carciofi

1 limone

1.2 L di Brodo Vegetale

2 spicchi d’aglio

2 rametti di timo

Olio extra vergine d’oliva

50 g di Pecorino, tagliato sottilmente

Sale

Pepe

Procedimento

Sciacquare sotto acqua corrente i legumi e cereali.

Scaldare il brodo vegetale.

Mondare i carciofi, eliminando le foglie esterne più dure, tagliarli sottilmente, immergerli in acqua acidulata.

Scaldare 2 cucchiai di olio con gli spicchi d’aglio in camicia, unire i carciofi scolati molto bene, un rametto di timo e il misto di cereali e legumi.

Aggiungere 1 litro di Brodo vegetale caldo, mescolare e cuocere per 20 minuti circa. Controllare la cottura e la sapidità, eventualmente aggiungere il brodo tenuto da parte.

Completare con un filo di olio, del pepe macinato fresco, del timo. Servire la minestra calda o a temperatura ambiente con delle scaglie di pecorino.