Risotto bianco con fiori di salvia

Ho una grande passione per le erbe aromatiche. Sarà per questo che mio marito ha un cognome che ha a che fare con le erbe? (Buonerba, e, mi chiedo, ma è davvero una buona-erba? Ah, ah, ah!)

Sarà per questo che ho chiamato Erbapepe l’Associazione che presiedo, la scuola di cucina, il blog… ? E quindi è per questo che una mia amica tempo fa ha preso a chiamarmi Lady Erbapepe? Io e le erbe aromatiche; io e i profumi delle erbe aromatiche… un rapporto quasi simbiotico. Basti pensare che mamma domani verrà a Milano, ed io… cosa le ho chiesto? Di andare a prendermi dei vasetti di erba pepe e di portarmi un bel mazzo di erbe, possibilmente fiorite.

Sono sempre stata molto molto sensibile ai profumi. Io ricordo gli odori delle città, quello di certi quartieri, o delle case dove ho vissuto... Ognuno il suo, perchè i profumi assumono anche connotazioni diverse a seconda dei luoghi: quello del pino che sento a due passi da casa, a Pineto, non è lo stesso di quello di Pescara, non lo sarà mai.

Associo persone a profumi, e viceversa, ma c'è di più. Io ho sempre portato il ‘mio’ profumo, per anni ed anni… fino a quando qualcosa, qualcuno mi ha indotto a rompere quell’idillio: ero universitaria, sento il mio Jardin de Baguatelle addosso ad un’altra persona, e immediatamente ‘divorzio’ da quel profumo di fiori che fino al minuto prima sentivo essere quello più adatto alla mia persona. E’ per questo che non regalo mai profumi, chi mi conosce non mi regalerebbe mai un profumo, tanto io non lo userei, a meno che non azzecchi proprio il ‘mio’ attuale, cosa alquanto difficile…

Il profumo di un piatto è sicuramente molto importante, è attraverso quelle sostanze volatili che riusciamo ad  immaginarci e già pregustiamo ciò che stiamo per assaporare. (Scusatemi, ma consentitemi una digressione… non c’è bisogno di annusare da vicino un piatto per coglierne le sfumature, emulando sempre più certi personaggi televisivi, anche nei ristoranti si vedono persone che a momenti si tuffano con il naso nel piatto… no comment!).

Il profumo dei piatti che prepariamo dipende da noi, dagli ingredienti che utilizziamo, e direi che non tutti i profumi si adattano a tutte le pietanze.

Imparare a selezionare quella fogliolina di erba o di spezia che caratterizzerà il piatto, non è sempre cosa facile. Se un tempo le nostre nonne mettevano ovunque il prezzemolo (si diceva “è un prezzemolino” di una persona che si intrufolava dappertutto) oggi si spazia molto di più e si azzarda anche un po’ di più. Io dico che molto spesso bisogna seguire il proprio istinto, ci deve essere feeling, alla fine predominano sempre i nostri gusti personali.

Arriva la primavera, ed io letteralmente “impazzisco”! La mia cucina ridonda di erbe aromatiche che ora hanno anche i fiori, profumatissimi per i quali vado in estasi, eppure nessuno, o quasi, li adopera. Male! Se pensate che le api si buttano a capofitto sui fiori per prendere il prezioso nettare… ci sarà pure un motivo? E' la parte più dolce!

Avete mai assaggiato un fiore di salvia? Provatelo, con un semplice risotto, non abbiate indugi, non vi anticipo niente...

Happy cooking!

Ingredienti

350 g di riso carnaroli

½ cipollotto

1 L di brodo vegetale leggero

Olio extra vergine d’oliva

40 g di burro

50 g di grana padano grattugiato

Fiori e foglie di salvia

Procedimento

Tagliare il cipollotto sottilmente (anche la parte verde) e cuocerlo per 20 minuti circa in un pentolino, coperto  di olio, a fiamma molto bassa.

Filtrare e utilizzare 2 cucchiai di olio per ostarci il riso, sfumare con ½ bicchiere di vino bianco, portare a cottura il risotto con il brodo vegetale ben caldo, aggiunto poco alla volta e due-tre foglie di salvia (che poi verranno eliminate)

Mantecare con il burro e 50 g di grana.

Disporre nel piatto di portata e completare con fiori di salvia.