Tortino di sarde (o alici) con arance e olive

Musa ispiratrice di questa ricetta è Catena Fiorello. O meglio, il suo ultimo libro, ‘Dacci oggi il nostro pane quotidiano’.

Titolo bellissimo per una storia vera, appassionante, emozionante.

E’ la storia di una famiglia 'normale', con quattro figli da crescere, educare, mettere a tavola ogni giorno…

La mamma, Sarina, come la chiama suo marito, con la fantasia riesce a trasformare piatti normali in sontuosi. Lei, così minuta, dall’innato garbo, non porterebbe mai a tavola un piatto disadorno e senza cura.

La cucina è (dovrebbe essere) convivialità, è gioia, anche se ci si trova davanti a piatti ‘poveri’.

E' la trasmissione dell'amore per gli altri. E Sara e Nicola lo sanno bene. In questa famiglia di amore ce n’è tanto, è il loro vero pane quotidiano.

Il cognome dei conuigi è Fiorello, la storia è vera, raccontata amabilmente da Catena.

E’ la storia di Sara e Nicola, dei suoi figli Rosario, Anna, Catena, e Giuseppe. Con nonni, parenti e amici. 

‘Dacci oggi il nostro pane quotidiano’ è un libro che emoziona, a volte ti fa commuovere, e riflettere…

Ma poi ti fa sperare.

La crisi al tempo del consumismo con uno-due cellulari (che siano smart però!) è la rinuncia al di più, al fine settimana sugli sci, alla pizzeria o a quella maglietta firmata… Cose a cui sembra di non saperne più fare a meno, tanto da sentirci subito smarriti, avviliti, e in alcuni casi estremi anche depressi…

Le ristrettezze economiche di quella famiglia, in quegli anni, nemmeno così lontani, hanno portato ad accendere la fantasia, e fatto vedere grilli divertenti (invito a leggere il libro per capire di cosa si tratti) anche quando non ce n’erano.

Io stessa ho riflettuto molto leggendo quelle pagine. In cucina non mi reputo una sprecona, sono molto attenta alla qualità, questo è vero, ma è raro che faccia finire qualcosa in pattumiera, se avanza una ‘fettina alla maniera di mamma’la riciclo il giorno dopo tagliandola a pezzetti e la unisco alla salsa di pomodoro per la pasta...

Leggendo quelle pagine ho trovato due ingredienti che soprattutto i miei figli apprezzano poco, e per evitare doppie cucine alla fine rischio di farne un uso molto limitato, eppure sono fondamentali per una sana alimentazione. Sono i legumi e il pesce azzurro.

Da qualche settimana ho iniziato a cuocere i legumi molto più di prima, e sapete cosa faccio? Frullo i fagioli bianchi cotti, li unisco alla salsa di pomodoro, ci condisco la pasta, l’arricchisco con tante erbe profumate e così camuffo il sapore che i miei figli non amano affatto. Dunque, i legumi sono andati.

Il pesce azzurro, un tempo, prima dei famigerati ed osannati Omega 3, era considerato ‘povero’. Per i miei figli è solo fritto, solo cotolette di alici (che bontà), ma poiché non si può eccedere in frittura (che è anche un bel costo perché friggo solo in olio extra vergine d’oliva), dovevo inventarmi qualcos'altro.

Gli sgombri, con una buona salsa d’accompagnamento, erano già sono passati.

Questi tortini (che racchiudono molti sapori della Sicilia, da noi tutti tanto amata) direi NI. Ma tra un po’ passeranno anche loro... 

Con un po’ di pane, fonte di vita.

Happy cooking!

Ingredienti

(Per 4 tortini)

24-28 sarde o alici già diliscate

Pangrattato

2 fette di Pane integrale (o di farro) casareccio ben tostato

2 cucchiai di pecorino stagionato grattugiato

1 cipollotto di piccole dimensioni

4 arance

Finocchietto selvatico

80 g di Olive taggiasche denocciolate

50 g di mandorle

Olio extravergine d’oliva

Sale

Pepe

Contenitori in alluminio per tortini

Procedimento

Scaldare il forno a 180°C.

Spennellare con dell’olio 4 stampini in alluminio usa e getta, versarvi dentro il pangrattato, far aderire e togliere l’eccesso. Adagiarvi dentro a raggiera i filetti di sarde facendoli fuoriuscire dal bordo.

Preparare il ripieno con il pane tostato e tagliato a cubetti, condito con 2 cucchiai di olio, il pecorino grattugiato, il cipollotto tagliato molto sottilmente (compresa un po’ della parte verde), un cucchiaino di scorza grattugiata d’arancia, un cucchiaio di succo d’arancia, le olive denocciolate e sminuzzate,  un po’ di finocchietto selvatico, le mandorle tritate grossolanamente.

Salare e pepare, riempire i tortini e piegare le sarde su sé stesse.

Cuocere per circa 15 minuti a 180°C.

Preparare una citronette battendo 50 ml di succo di un’arancia con 3 cucchiai di olio,  un pizzico di sale e del pepe.

Servire i tortini di sarde con la citronette, e le arance rimaste affettate, completare con finocchietto selvatico.