Crispelle di Natale

Vigilia del Santo Natale. In Abruzzo, stasera, dopo il lungo digiuno, secondo la tradizione in molte case poeteremmo a tavola almeno sette piccole pietanze. In alcune anche nove o tredici. Si comincerà con i fritti, che fungono da rompi-digiuno, di verdure o di pesce (baccalà, sarde). E sopratutto nella provincia di Chieti non potranno mancare le crispelle (chiamate anche scripppelle o crustele, o sciosci…) fatte di pasta lievitata a base di farina e patate, dalla forma allungata, fitte in abbondante olio bollente. Semplici, da accompagnare alle pietanze salate o con l’uvetta e casomai spolverati di zucchero, che fungono da dolce-non dolce della Vigilia, poiché i dolci veri, quelli che in questi giorni abbondano in tutte le case, preparati in casa dalle nonne e zie, si consumeranno solo dopo la mezzanotte. 

Mamma racconta sempre di sua nonna che preparava crispelle in gran quantità, iniziava a friggerle il 22 o 23, le teneva in casa per tutto il periodo di Natale e all'occorrenza si scaldavano al focolare, sulla brace appena calda. Sicuramente oggi non ne prepariamo più in abbondanza, ma rimangono un must del Natale. Non si friggono più in tutte le case, si vanno ad acquistare fuori, ma per chi volesse, ecco una delle tante ricette: come sempre avviene, ogni casa ha la sua, le varianti sono determinate dalla quantità delle patate e dalla tipologia di farina (alcuni adoperano anche del grano duro). Io le ho preparate anche con la farina di solina, che conferisce un sapore più rustico, ma lascio a voi la scelta. Inoltre, ho diminuito la quantità di lievito che normalmente si adopera, preferendo una doppia lievitazione, un po poi lenta. 

Consiglio vivamente di farsi aiutare nella fase della frittura: l’impasto sarà molto morbido, ci si sporca le mani, e quindi una persona le modellerà, l’altra farà spazio nella padella e girerà le crispelle.

Happy cooking

Ingredienti

1 kg di farina 0 

400 g di patate, lessate e schiacciate 

15 g di lievito di birra

sale

abbondante olio (d’oliva) per la frittura

Procedimento

La sera prima preparare il lievitino: impastare 300 g farina con il lievito sciolto in poca acqua tiepida e 300 ml di acqua. Coprire e fare lievitare per tutta la notte.

L’indomani, disporre la restante farina e le patate in una grande ciotola, unire il lievitino, un cucchiaio di sale, ed impastare aggiungendo tanta acqua (circa 400 ml) per ottenere un impasto molto morbido ma non troppo appiccicoso. 

Coprire e lasciare lievitare ancora fino al raddoppio del volume.

Scaldare abbondante olio in una padella, con le mani appena unte di olio, modellare le crispelle, dando forma allungata, come un salsicciotto.

friggerle nell’olio caldo, girandole spesso.

Scolarle e fare sgocciolare per bene l’olio, disporle su un piatto coperto con carta assorbente per fritti, proseguire sino ad esaurimento degli ingredienti.

Per la versione dolce, unire dell’uvetta fatta rinvenire in poca acqua tiepida (o rum) e prima di servirle rotolarle nello zucchero semolato.