La scelta del piatto, ancor più in tempi di dieta...

Avevo preparato una (buona) minestra di riso integrale con porro, patate e gambi di carciofi. Quel giorno avevo apparecchiato con i nostri classici piatti bianchi, belli, porcellana tedesca, fanno parte del nostro “servizio base”, quello che usiamo spesso e che abbiamo da moltissimi anni.

Lele, mio figlio, prepara la sua macchinetta per fotografare la minestra. Scelgo il piatto, una fondina (Caleca, decoro Farfalle), lo poggio su uno quadrato, pennellato azzurro, poi opto per quello verde. Sì, può andare.

Confesso, ho una predilezione per questo genere di piatti, maioliche di gran qualità, siciliane, prodotte da un’azienda che lavora in modo onesto, punta sulla qualità, colori atossici, decori realizzati a mano, da abilissime decoratrici. (Tengo a precisare che non sono sponsorizzata, sono amica dei Caleca ma come vedete il mio blog non contiene banner di aziende, voglio sentirmi libera di dire quello che penso!). Guardo i due piatti a confronto, non posso fare a meno di notare che il piatto bianco, appare in qualche modo “triste” rispetto a quello colorato.

Ne segue una mia riflessione. La scelta del piatto è importante, non solo quando si fanno fotografie. Anzi. A mio avviso diventa importantissima quando si segue un certo tipo di dieta, dimagrante o meno che sia, quando si devono evitare certi cibi (come il pomodoro, che rallegra sempre con il suo vivo colore).

Il cibo è piacere, lo sappiamo, in primis per la vista, poi per il palato. Si dice sempre che si mangia prima di tutto con gli occhi. Usare qualche accorgimento per presentare il piatto in modo più armonioso credo contribuisca a rasserenare gli animi ed avere un approccio differente nei confronti del cibo stesso.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di “coccole”, di sentirci appagati, anche e soprattutto emotivamente. Per questo, un colore, sì, credo possa fare la differenza.

Io ho sempre amato la bella tavola, apparecchiata bene, ricordo che da già da ragazza mi compravo degli oggetti per impreziosire le apparecchiature. Certo, compravo oggetti nei mercatini, ai saldi, negli empori. Oggi la mia cucina è piena zeppa di piatti e utensili, ma non tutti hanno questa passione, e lo capisco. Non tutti sentono come me l’esigenza di cambiare i piatti, le tovagliette, mettere un fiore in tavola. (Mio marito spesso mi prende in giro, mi dice che da piccola giocavo con le bambole -a cui davo da mangiare con cucchiaini d’argento!- ora gioco con i piatti!)

Però… c’è un però… credo che certi piccoli gesti quotidiani aiutino a vivere meglio, in armonia con noi stessi. Anche un piatto può contribuire, eccome…

Non avete alternative al piatto bianco? Posso capirlo, allora vi sarà utile guardarvi intorno, mettete un fiore nel piatto (purché siate certi della provenienza) oppure cambiate la tovaglia, confezionare voi stessi un bel sottopiatto colorato, mettere in tavola dei bei accessori…

Che ne pensate?