Razza al sugo

Oggi è venerdì = pesce, come da tradizione!

Rispetto ancora questa tradizione, però la limito al periodo della Quaresima, ma dovete sapere che sono cresciuta in una casa dove il venerdì, durante tutto l'anno, a tavola non compariva di certo la carne.

Ai bambini, si sa, non piace molto il pesce, io e i miei due fratelli e due sorelle non eravamo da meno.

Mia nonna, che ci ospitava a pranzo quando mamma usciva da scuola più tardi, ha sempre cercato di conciliare i nostri gusti, e  spesso il venerdì ci preparava la razza al sugo di pomodoro. E' un tipo di pesce che si pulisce facilmente e non ha le lische pungenti.

In quella maniera sì, noi (bambini) lo gradivamo e non facevamo troppe storie… e se poi ci davano quel piatto con il pesce già deliscato, a filetti, è chiaro che lo mangiavamo davvero molto volentieri, accompagnato da una buona fetta di pane da 'pucciare' nel sughetto.... così come gradivamo molto la pasta condita con questo sugo, se-quando avenzava, se-quando nonna lo faceva per noi. Devo dire che è uno dei piatti che mi lega molto ai ricordi d'infanzia, alla cucina della mia nonna paterna, che magiava poco ma quel poco doveva essere buono e saporito.

La prima domanda che mi faceva se l'andavo a trovare di pomeriggio era "che t'ha preparato la mamma per pranzo?". E, a pensarci bene, un tempo, molti ti chiedevano 'che cosa hai mangiato?". Mi viengono in mente le tante persone che usavano questa frase quasi fosse il loro benvenuto, quel saluto che ti apre alla parte più calda e intima di una casa, la cucina. Perchè poi, in fondo è lì che tutto si svolge... ed è lì che nascono i primi ricordi di vita familiare. Non credo d'essere la sola ad avere questi ricordi, ma di certo non è cosa così comune, ed io oggi mi sento davvero una privilegiata!

Quando entro in cucina, spesso inseguo un ricordo e da quel ricordo inizio a pensare cosa preparare, dopotutto la cucina è anche memoria (o forse, soprattutto!), è quel piatto della prima infanzia che con il ricordo torna a vivere in noi, ci abbraccia, ci consola... chissà perchè ci piacciono sempre quei piatti caldi, morbidi, avvolgenti, non ci consoliamo con un budino di riso... che sa tanto di latte?

La razza al pomodoro è un piatto per me ben insaporito dai ricordi, infatti è  quello che ho proposto ai miei figli sin da quando erano piccoli, e devo dire che a loro è sempre piaciuto molto. La razza è buona anche tagliata a pezzi, infarinata e fritta, oppure lessata e condita con emulsione di olio extra vergine d'oliva, succo di limone (o arancia) e sale e i miei figli la gradiscono sempre,  ma di certo in questo modo, con sughetto, proprio come la faceva nonna, con quella fetta di buon pane morbido dentro e croccante fuori... vuoi mettere?

E la mia raccomandazione è: che il sugo abbia anche un po’ di peperoncino! Da buona abruzzese, non può mancare mai!  

Dunque, non è vero che ai bambini piace solo la sogliola, che per quanto buona sia, ha un costo davvero molto elevato… e poiché bisognerebbe mangiare pesce almeno due volte alla settimana… cerco di variare le qualità e di acquistare anche pesci meno costosi che possano essere resi lo stesso gustosi. 

Ps. Qui il pane carasau è quella divagazione che mi sono concessa per variare un pò!

Happy cooking!

Ingredienti

Per 4-6 persone

1 razza di 1.5-1.8 Kg

2 spicchi d’aglio

50 g di peperone rosso

600 g di pomodori maturi (o 300 ml di passata)

300 g di pomodorini ciliegia

(1 pezzetto di peperoncino piccante)

Sale

Pane carasau

Procedimento

Pulire la razza, togliere la pelle più scura, tagliarla in pezzi, ricavandone 8-10 pezzi dalle ali, più la testa e la coda. (Se non ve la sentite, chiedete al vostro pescivendolo di fare questa operazione per voi).

Spellare i pomodori, privarli dei semi e frullarli (oppure usare la passata).

In una padella sufficientemente larga o una pentola di coccio scaldare 5-6 cucchiai di olio extra vergine d'oliva con l’aglio ed il peperone tagliato a strisce e un pezzetto di peperoncino fresco.

Aggiungere il pomodoro frullato (o la passata diluita con un bicchiere di acqua)  la testa della razza (che darà sapore al guazzetto). Cuocere per 10 minuti circa.

Eliminare la testa, sistemare nella padella i pezzi di razza, con la pelle rivolta in basso, completare con i pomodorini, salare ed incoperchiare. Fare cuocere per altri 6-7 minuti. Il tempo di cottura dipenderà dalla dimensione del recipente di cottura e dalla potenza del fuoco.

Completare con abbondante prezzemolo e basilico tritati.

Servire con pane carasau o fette di pane tostate.