Rigatoni con ragù d'agnello

Parlare di questa ricetta è un po’ come aprire cuore e mente ai ricordi d’infanzia, a quando (un tempo neppure troppo lontano) la domenica si andava a casa dei nonni per il pranzo rituale del dì di festa. A casa loro, il piatto della domenica era la chitarra con il ragù, che poteva essere di agnello o di carni miste (con pallottine). Il profumo di quel ragù lo sentivi già per le scale, mia nonna lo metteva a cucinare al mattino presto, sapendo bene che un buon ragù deve cuocere a fiamma molto bassa per ore ed ore…

Mia zia si occupava della chitarra (tipica pasta abruzzese, è uno spaghettone all’uovo, ma a sezione quadrata), che impastava e stendeva rigorosamente a mano.

L’alternativa alla pasta fresca erano i rigatoni, un formato che prende molto sugo e quindi idoneo a “sposare” un buon ragù. Il termine dialettale è gnoccone, un grande gnocco, proprio ad avvalorare la tesi che il mondo della pasta sia derivato dallo gnocco, ossia dall’impasto di farina e acqua.

Io posso aver girato il mondo ed appreso molto dalle altre cucine, assaggiato piatti di chef straordinari, ma poi… davanti ad un piatto dell’infanzia come quwsto… non esiste più niente. E’ vero, la cucina è legata ai ricordi, ai sentimenti, e per me i rigatoni al ragù d’agnello sono tutto questo.

Farvi partecipi di questo piatto mi rende molto contenta, è come accogliervi immaginariamente tutti nella mia grande cucina di casa… peccato non possa farvi sentire questo profumo…

Happy cooking!

Ingredienti

500 g di agnello (spalla), tagliato a pezzi grossi

1 cipolla

1 carota

1 gambo di sedano

2 spicchi d’aglio

Un bicchiere di vino bianco

300 g di pomodori pelati, a pezzetti

500 ml di passata di pomodoro

70 ml di olio extra vergine d'oliva

Peperoncino piccante

Pecorino grattugiato

Procedimento

Scaldare in un tegame l’olio extra vergine d'oliva con cipolla sedano e carota puliti, lavati, lasciati interi e l’aglio. Quando l’olio extra vergine d'oliva sarà insaporito togliere le verdure (tenendole da parte) e soffriggere i pezzetti d’agnello, far sigillare bene quindi sfumare con il vino bianco, alzando la fiamma. Una volta evaporato, unire i pomodori pelati, rigirare, unire la passata di pomodoro. Rimettere le verdure e qualche foglia di prezzemolo, salare, e cuocere il ragù a fiamma bassa per almeno due ore. A cottura ultimata togliere le verdure ed i pezzi di carne. La carne di solito viene servita dopo il piatto di pasta.

Cuocere la pasta in acqua bollente salata, scolarla al dente e condirla con il ragù.

Servire con pecorino grattugiato e del peperoncino piccante.

A questo ragù d’estate si uniscono dei filetti di peperone arrostito, spellato, e tagliato sottilmente.